u Il trapianto
cardiaco è una terapia ad alto costo (di risorse economiche ma anche umane), non esente
da complicanze a breve e a lungo termine e, soprattutto praticabile in un numero molto
limitato di pazienti.
Per questo devono essere selezionati pazienti con miglior probabilità di successo
post-trapianto, ed in grado si sottoporsi ai numerosi controlli clinico-strumentali a
breve e a lungo termine prima e dopo lintervento.
CRITERI DINDICAZIONE AL TRAPIANTO
CARDIACO
I pazienti candidati al trapianto sono pazienti con
insufficienza cardiaca avanzata:
- refrattaria alla terapia medica a dosi piene
- con caratteristiche di progressione nel tempo, nonostante le
cure mediche e non migliorabile con procedure interventistiche o con la cardiochirurgia.
Sono pazienti con unimportante limitazione funzionale
e una ridotta qualità di vita.
CONTROINDICAZIONI AL TRAPIANTO CARDIACO
- Età (pz >65 anni, con una certa elasticità che tiene
conto dell'integrità biologica più che l'età anagrafica del paziente)
- ipertensione polmonare con elevate resistenze polmonari non
modificate dal trattamento acuto o prolungato con farmaci (vasodilatatori e/o inotropi)
- storia di malattia neoplastica che non possa essere
considerata radicalmente curata
- infezioni maggiori in atto da agente sconosciuto
- ulcera peptica attiva sanguinante
- dimostrazione di non-compliance del paziente alle cure
- positività degli anticorpi per HIV
FATTORI CHE AUMENTANO IL RISCHIO O
RIDUCONO IL POTENZIALE VANTAGGIO DELL'INTERVENTO DI TRAPIANTO CARDIACO
- Scompenso congestizio cronico con disfunzione d'organo
(specie epatica) persistente
- pregressa cardiochirurgia multipla con esiti che determinano
un elevato rischio di sanguinamento intra- e postoperatorio
- cachessia cardiaca
- grave obesità
- vasculopatia polidistrettuale (specie se con interessamento
del circolo cerebrale o aneurisma dell'aorta)
- diabete mellito insulinodipendente di difficile controllo
e/o con danno vascolare e neuropatia
- insufficienza renale
- infezioni maggiori in atto da agente noto
- presenza di foci infettivi non eradicati
- colelitiasi sintomatica
- diverticolosi sintomatica
- epatite da virus B o C
- grave osteoporosi
- grave broncopneumopatia
- embolia polmonare recente (<3 mesi)
Quando possibile queste condizioni devono essere corrette
prima dell'ammissione in lista dattesa per trapianto.
La coesistenza di più problemi non correggibili, anche se nessuno singolarmente
assolutamente cotroindicante il trapianto, può essere causa desclusione.
SCREENING E SUCCESSIVO FOLLOW-UP DEI
PAZIENTI IN LISTA DATTESA
Lo screening è la valutazione atta a verificare
lopportunità reale dellindicazione al trapianto e ad escludere la presenza di
controindicazioni o di condizioni che possono limitare il successo dellintervento.
Viene eseguita con esami clinico-strumentali, in parte presso i centri proponenti il
trapianto ed in parte presso i centri dove il paziente viene messo in lista dattesa
per il trapianto.
Durante questa fase ed i succesivi controlli, viene anche stabilita dal centro trapianti
la priorità o meno di un candidato a ricevere il cuore disponibile.
Tale priorità è determinata dalle condizioni cliniche del paziente, in quanto vengono
prediletti a ricevere lorgano disponibile i pazienti compatibili ed in condizioni
cliniche più gravi, purchè ancora tali da non compromettere il successo
dellintervento.
Il follow-up dei pazienti in lista dattesa per trapianto cardiaco è mirato a
verificare il mantenimento delle condizioni di idoneità al trapianto e a verificare nel
tempo la persistenza dellopportunità dellindicazione. Viene attuato con
visite periodiche (generalmente mensili) e con aggiornamento periodico (generalmente
annuale) degli esami cardiologici e della situazione infettivologica e immunologica.
Vengono in questa sede, valutate le diverse condizioni che possono o meno condizionare la
priorità del paziente nella lista dattesa.
VALUTAZIONE DI IDONEITA DEL
DONATORE
Il numero di interventi di trapianto dipende strettamente
dallidentificazione e dal reperimento di donatori.
Lidentificazione e la valutazione didoneità dei potenziali donatori di organi
al prelievo del cuore è un momento estremamente importante sia per evitare che un cuore
idoneo non venga utilizzato, sia per evitare che un cuore non idoneo (perché a sua volta
malato) venga prelevato e trapiantato con insuccesso (si ricordi che la disfunzione grave
e precoce del cuore trapiantato porta quasi sempre a morte il ricevente).
Pertanto esistono delle controindicazioni assolute allutilizzo di determinati cuori
a scopo di trapianto.
Una volta stabilità lidoneità del donatore viene segnalata la disponibilità al
Centro di coordinamento che provvede ad identificare uno o più potenziali riceventi e ad
eseguire le prove di compatibilità immunologica. In tale sede vengono tenuti in
considerazione anche i criteri di priorità dei vari candidati a ricevere il cuore del
donatore.
TRAPIANTO CARDIACO NEI PAZIENTI
PEDIATRICI
I trapianti in età pediatrica si associano a una più
elavatà mortalità rispetto alletà adulta. Tale mortalità non inizia solo dopo
lesecuzione della procedura, ma già quando il paziente viene messo in lista
dattesa. Infatti il donatori di organi in età pediatrica sono ancora più scarsi
degli adulti, pertanto è più elevata la mortalità pre-trapianto (in attesa della
disponibilità dellorgano).
Le indicazioni a trapianto cardiaco nei bambini sono perlopiù cardiomiopatie e
cardiopatie congenite (spesso la sindrome del cuore sinistro ipoplasico).
Dopo il trapianto la mortalità a 12 mesi, nei bambini maggiori di un anno è paragonabile
a quella degli adulti, mentre aumenta per i bambini sotto lanno di età.
Le cause di morte in questo periodo di tempo è simile a quella degli adulti:
insufficienza precoce del cuore non correlata a rigetto, rigetto acuto e infezioni.
Un discorso a parte merita il problema delle complicanze e della mortalità a lungo
termine nei bambini trapiantati.
I principali problemi medici associati al trattamento a lungo termine dei trapiantati
toracici pediatrici comprendono il rigetto cronico, tumori maligni e tossicità da farmaci
immunosoppressori. Infatti la somministrazione cronica di questi farmaci, oltre ad
interferire con il normale accrescimento, causa ipertensione, iperplasia gengivale e
insufficienza renale progressiva. Inoltre, a causa della cronica immunosoppressione i
bambini trapiantati sono a rischio di sviluppare tumori maligni, specie di tipo
linfoproliferativo.
A cura della Dott.ssa Elisabetta Lobiati
Reparto di Cardiologia e UTIC
Policlinico San Pietro
Ponte San Pietro (BG)